sabato 24 marzo 2012

Marchionne: 60 minuti alla CBS per raccontare le sue scelte

Andrà in onda domani, 25 marzo, l'intervista effettuata dal programma 60 Minutes della TV statunitense CBS a Sergio Marchionne, nella quale l'amministratore delegato di Fiat e Chrysler parla della scalata all’azienda di Detroit, e racconta di come il merito della riuscita del progetto vada soprattutto ai lavoratori coinvolti.



“Qualunque CEO si sarebbe tenuto alla larga” dalla situazione in cui si trovava Chrysler nel 2009, ha dichiarato Marchionne all'intervistatore, il corrispondente Steve Kroft. Ma “se fosse stato facile, l'avrebbero fatto tutti” aggiunge il manager italo-canadese, che quindi decise di prendere il rischio ed avventurarsi nel processo di acquisizione del terzo produttore di veicoli USA (oggi Fiat detiene il 58,8% delle quote Chrysler), utilizzando un pacchetto di aiuti messi in pista dal governo degli Stati Uniti.

“La strada è stata lunga, piena di imprevisti e difficoltà” ha detto Marchionne, ma la paura che aveva letto sul volto dei lavoratori è, alla fine, scomparsa.

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Tutto questo viene raccontato proprio mentre in Italia il rapporto fra Fiat e lavoratori è ben diverso. Proprio ieri, 23 marzo, la Corte di Appello di Potenza ha motivato la decisione di reintegra tre operai dello stabilimento di Melfi licenziati nel 2010. Mentre Fiat accusa i tre lavoratori di aver “bloccato la produzione”, la Corte di Appello di Potenza dà ragione ai giudici del lavoro, che avevano dichiarato che Fiat aveva adottato misure tese a “liberarsi di sindacalisti che avevano assunto posizioni di forte antagonismo”.

Continua così la tormentata relazione fra Marchionne e l'Italia (e l’idillio con gli Stati Uniti), anche se l'accordo di qualche giorno fa sul futuro dello stabilimento di Mirafiori sembrava aver colorato il futuro di rosa, nonostante lo sciopero delle bisarche (un'altra spina nel fianco di Fiat).

L'intesa comporta investimenti pari ad un miliardo di euro, per creare i presupposti per la produzione di un nuovo SUV Fiat (l'erede di Fiat Sedici, attualmente costruita nello stabilimento Suzuki di Esztergom, Ungheria) a partire dalla fine del 2013, nonché un fuoristrada compatto Jeep nel secondo trimestre 2014. Nel frattempo la maggior parte delle maestranze rimarrà in cassa integrazione, fatta eccezione per gli addetti alla produzione di Alfa Romeo MiTo e Lancia Musa.

Anche in Italia la strada sembra essere lunga ed impervia, e l'obiettivo finale tutt'altro che scontato.

Sergio Marchionne intervista media