mercoledì 19 settembre 2012

Marchionne: "Sopravvivere alla tempesta con l'aiuto dell'America”

Dopo le polemiche dei giorni scorsi, riguardo la definitiva dismissione (peraltro annunciata lo scorso anno) del progetto Fabbrica Italia da parte di Fiat, l'amministratore delegato dell'azienda automobilistica Sergio Marchionne risponde alle accuse attraverso un'intervista a Ezio Mauro, direttore di Repubblica.

Uno dei punti cardine del contraddittorio di Marchionne è chiarire che è corretto asserire che Fiat non abbia investito recentemente in Italia, visto che è stato speso un miliardo di euro per lo stabilimento Maserati in Bertone, oltre agli 800 milioni di Pomigliano d'Arco, utilizzati per introdurre la produzione della nuova Panda.

Stabilimento Fiat Mirafiori Torino
Lo stabilimento di Mirafiori (foto d'archivio)
Naturalmente tutto questo non dà risposta alle domande che – a nostro parere – dovrebbero essere più specifiche (invece che sparate a casaccio) sullo stabilimento di Mirafiori (per il quale investimenti sono stati prima annunciati, poi ritrattati, poi nuovamente confermati, e così via) o altre fabbriche che al momento attuale non prevedono la produzione di nuovi modelli (almeno nel medio termine).

Nuova Fiat Panda Natural Power blu TwinAir
Nuova Fiat Panda Natural Power, verrà presentata al Salone di Parigi 2012
Oltre a ciò, spiega Marchionne, gli altri investimenti del Gruppo Fiat-Chrysler sono stati orientati ai mercati in crescita, Brasile e Cina in primis (come pubblicato in un articolo dal sito Quattroruote.it), dato che la bassa congiuntura italiana – ed europea – non accenna a migliorare, né ci sono segni di miglioramento per il prossimo anno.

Ma la rinuncia a nuovi modelli” da parte di Fiat “ non è una resa, una rinuncia al mestiere e a stare sul mercato?” incalza Mauro nella sua intervista. "Con un modello nuovo, nelle condizioni di oggi, magari avrei venduto trentamila macchine di più, glielo concedo. Ma magari, mi conceda lei, avrei perso due miliardi di più" è la stringata e realistica risposta di Marchionne, alla quale è difficile obiettare numeri alla mano (soprattutto in considerazione dell'eredità lasciata dagli amministratori precedenti del gruppo automobilistico.

In breve, quello che dice Marchionne è che lanciare modelli d'auto nuovi in mercati dove la domanda è estremamente bassa, come Italia ed Europa è controproducente (l'investimento non avrebbe il ritorno necessario), mentre è vitale guadagnare soldi dove i mercati sono più in salute (Brasile, USA, Cina), per essere in grado – come gruppo – di superare il momento difficile del vecchio continente.

Qualcuno ha un'idea migliore, oltre a criticare l'operato di Fiat? Forse dall'incontro che Marchionne avrà con Mario Monti, Corrado Passera e Elsa Fornero – sabato 22 settembre – ne uscirà qualcuna, ma ne dubitiamo.

Di certo è che anche il direttore di Quattroruote Carlo Cavicchi, nella sua l'Opinione, sembra avere forti dubbi sul risveglio tardivo di molti, riguardo al settore automobilistico, tartassato dalle tasse e maltrattato da tutti, salvo diventare improvvisamente il tema del giorno.