venerdì 21 ottobre 2011

Mercato e produzione auto in Italia: declino senza fine?


Il mercato italiano dell'auto è in piena crisi, ce lo dicono i risultati del mese di settembre, anche nel confronto con gli altri paesi europei (dove – fra i mercati principali – solo la Germania può permettersi di sorridere), come abbiamo scritto qualche giorno fa (Mercato auto Europasettembre: Italia fanalino di coda fra i mercati principali).

Le previsioni parlano di vendite totali 2011 pari a 1.750.000 auto, e di un ulteriore calo per il 2012, che potrebbe portare il totale delle immatricolazioni a 1.700.000 vetture.

Se rapportati ai volumi del 2007 (quando 2.393.000 automobili vennero immatricolate), i volumi del 2011 comporterebbero un calo del 30% delle vendite, il 2012 del 32% rispetto al picco di 4 anni fa.

Una concessionaria su 5 è a rischio
Recentemente, poi, è aumentata l'aliquota dell'IVA (qualche marchio ha mantenuto i vecchi prezzi per qualche tempo, ma non lo può fare all'infinito), sono aumentate le spese legate all'IPT, i prezzi dei carburanti sono cresciuti a dismisura (complici il costo del petrolio e gli aumenti delle accise): gli effetti della manovra fiscale uniti alla congiuntura internazionale potrebbero essere ancora più dirompenti.

Dove porterà tutto questo?

Secondo Dekra Consulting, in un'analisi effettuata recentemente, il 20% delle concessionarie italiane è destinata a chiudere definitivamente, entro poco tempo, non potendo reggere la pressione (le conclusioni di Dekra si basano sui bilanci 2010 un campione di 1.528 aziende).

Fiat HQ a Mirafiori
Ma, altrettanto sicuro (sempreché non avvengano cambiamenti) pare l'abbandono progressivo dell'Italia da parte di Fiat, visto che alle difficoltà del mercato si sommano anche quelle delle proteste da parte dei lavoratori.

Secondo Marchionne gli scioperi dei lavoratori Fiat sono un messaggio chiaro: “Stai dicendo a qualcuno che vuole investire in questo paese che non sei disposto a partecipare e vuoi imporre condizioni all'investimento, che non sei in grado di controllare.”, secondo quanto dichiarato recentemente a Bloomberg.

C'è un grande e urgente bisogno di una strategia per il settore auto in Italia, ma parrebbe esserci anche una forte penuria di strateghi, nel Bel Paese.