domenica 11 novembre 2012

Aston Martin: un altro storico marchio britannico finisce in mano indiana?

Nell'anno del cinquantenario dei film di James Bond, che hanno contribuito a creare l'icona del marchio britannico, il produttore di automobili Aston Martin potrebbe essere messo in vendita da parte dell'azionista di maggioranza – il fondo di investimenti kuwaitiano Investment Dar Co..


L'Investment Dar Co. detiene il 64% delle azioni dell'azienda di Gaydon (Warwickshire, Inghilterra), da quando Ford se ne disfò nel 2007, ed ora ha incaricato la banca Rothschild di trovare un nuovo acquirente.

Curiosamente, la denominazione Aston Martin deriva dalla combinazione del nome di uno dei fondatori del marchio – Lionel Martin – con quello di Aston Hill, una località rinomata per le gare automobilistiche dal 1904 al 1925, allora proprietà proprio di un Lord Rothschild.


Il costo dell'operazione si aggirerebbe intorno agli 800 milioni di dollari (630 milioni di euro, al cambio attuale), grossomodo la stessa cifra che venne spesa nel 2007 (all'epoca erano 503 milioni di sterline) dai kuwaitiani per acquisire il produttore di splendide vetture sportive (fra le quali la sensazionale One-77 da 750 CV e la splendida V12 Zagato) dalla Ford.

Fra i possibili acquirenti, secondo quanto riportato da Bloomberg.com si sarebbe fatta viva anche Toyota (il maggior produttore d'auto al mondo, secondo le ultime statistiche), che avrebbe fatto analizzare i libri contabili dell'azienda da un auditor esterno.

Ora pare che le negoziazioni stiano procedendo con la società indiana Mahindra & Mahindra, produttore di pick-up e fuoristrada.

Se dovesse andare in porto, Aston Martin seguirebbe il gruppo Jaguar Land Rover (JLR) nel finire in mano indiana. Va detto che sia Jaguar che Land Rover sono rinate da quando fanno parte del Gruppo Tata, i cui investimenti hanno permesso di svliluppare e lanciare una serie di nuovi modelli, fra i quali la Jaguar F-Type e la nuova Range Rover 2013.

giovedì 8 novembre 2012

Industria automobilistica tedesca: metà dell'Europa è sua

La percentuale delle vetture prodotte da aziende tedesche (ovvero con base in Germania) sul totale vendite auto in Europa è del 50%, secondo il presidente dell'Associazione dell'industria automobilistica tedesca (VDA), Matthias Wissmann, che ha rilasciato un'intervista al quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung). Questo riguarda – ovviamente – anche tutte le auto prodotte al di fuori della Germania, in Paesi come la Spagna, la Repubblica Ceca oppure la Slovacchia.

La Volkswagen Golf VII è il simbolo dello strapotere tedescon nel mondo dell'auto, settima versione della regina indiscussa delle vendite in Europa
A livello mondiale, il peso delle vetture Made in Germany è del 20% - una vettura su cinque -, ma se ci si limita all'analisi delle vetture premium, la quota raggiunge la strabiliante quota dell'80%.

La delocalizzazione (soprattutto nei Paesi dell'Est Europa) è un fenomeno in crescita, che però non presenta un rischio per l'industria locale tedesca, i cui livelli di occupazione vengono definiti “stabili” da Wissman. Anzi, nel 2012 le maestranze sono aumentate di 22.000 unità, portando il numero degli occupati a quota 744.000.

Qualcuno potrebbe chiedersi come mai un Paese come l'Italia, con l'eccellenza produttiva confermata dal premio ricevuto da Fiat per lo stabilimento di Pomigliano (assegnato da un ente tedesco), con l'abilità di costruire vetture che primeggiano in Formula 1 e sui mercati mondiali per appeal e immagine (guardare la nuova Maserati Quattroporte per credere), i risultati sembrano essere totalmente differenti.

La risposta molto probabilmente è una sola: i tedeschi, che siano BMW, Volkswagen, Porsche o Mercedes-Benz ci hanno messo un sacco di tempo a raggiungere questi obiettivi, attraverso una strategia a lungo termine, condivisa da sindacati e politici.

In Italia il piano industriale presentato da Marchionne alla fine dello scorso mese (e le cui linee guida trovano diverse similitudini con quanto perseguito dall'industria auto tedesca) ha raccolto, come spesso accade, per lo più un'ondata di critiche. La delocalizzazione che il CEO di Fiat e Chrysler ritiene vitale per lo sviluppo del Gruppo Fiat-Chrysler provoca lo sdegno dell'opinione pubblica (così come ha provocato una sciocca reazione anche da parte dell'ex candidato alla Casa Bianca, Mitt Romney).

Probabilmente in Italia ci vuole più condivisione delle responsabilità, ci vogliono meno polemiche, ma soprattutto c'è bisogno di molta, molta più pazienza.

mercoledì 7 novembre 2012

Pomigliano d'Arco: un premio per il nuovo stabilimento di Fiat Panda

Non sempre accade che i tedeschi premino gli italiani, soprattutto per quanto riguarda il mondo automotive, ma è successo così con il premio Automotive Lean Production 2012 nella categoria OEM (Original Equipment Manufacturer), riconoscimento guadagnato dallo stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco, dove viene assemblata la nuova Fiat Panda.


È infatti il periodico tedesco Automobil Produktion - in collaborazione con la società di consulenza Agamus Consult – ad analizzare i 700 siti produttivi partecipanti, suddivisi su 15 Paesi europei (inclusi Germania, Francia, ovviamente Italia, Spagna, Belgio, Olanda, Lussemburgo), sulla base della Lean Production (termine inglese che in italiano viene tradotto con produzione snella).


Il premio, consegnato nel corso della cerimonia tenutasi al Centro Congressi di Lipsia al responsabile dell'impianto Sebastiano Garofalo, è uno dei più importanti a livello europeo e riconosce l'eccellenza dello stabilimento dove viene prodotta quella che è già diventata la vettura leader del mercato italiano.

Si tratta di “un riconoscimento importante” - ha commentato Stefan Ketter, Chief Manufacturing Officer di Fiat S.p.A. - “che rende merito a tutte le donne e gli uomini che lavorano a Pomigliano”.

Mediante il World Class Manufacturing” - sistema produttivo in uso negli impianti Fiat e Chrysler - “sono stati adottati allo stabilimento “Giambattista Vico” di Pomigliano (in provincia di Napoli) i più avanzati e moderni standard di produzione, a loro volta divenuti modello per gli altri impianti industriali del Gruppo.”


martedì 6 novembre 2012

Maserati Quattroporte: imponente ammiraglia


Uno dei brand chiave del piano industriale del Gruppo Fiat di Sergio Marchionne, improntato alla valorizzazione del Made in Italy, è Maserati, storico marchio che proprio oggi ha reso pubbliche le fotografie ufficiali della nuova Maserati Quattroporte, ammiraglia della casa di Modena.


La nuova Maserati Quattroporte 2013 su strada
La nuova Maserati Quattroporte 2013 su strada

L'imponente berlina sportiva verrà presentata ufficialmente al grande pubblico a gennaio al North American International Auto Show (NAIAS), vista l'importanza del mercato USA  per Maserati, e dovrà dare il “la” al piano che prevede una crescita fino a 50.000 automobili da vendere entro il 2015, grazie all'introduzione di altre novità auto: la nuova Maserati “Baby” Ghibli (uscirà nel 2013, come la Quattroporte) – che competerà nel segmento di Mercedes Classe E - e il SUV Levante (previsto per il 2014), oltre che al rinnovamento di GranCabrio e GranTurismo (2015).

Lo scorso anno Maserati ha immatricolato 6.159 auto, raggiungere la quota di 50 mila rappresenta un obiettivo estremamente ambizioso.

Non ci sono ancora i dettagli tecnici né le dimensioni di quest'ammiraglia, ma "molto più generosa nelle dimensioni rispetto alla Quattroporte precedente” è la formula utilizzata da Maserati. La Maserati Quattroruote attuale è lunga 5,1 metri, larga 1,44 m, ed ha un passo di 3,06 m. Il peso dovrebbe invece essere inferiore agli attuali 1.990 chilogrammi, grazie ad un largo uso di pannelli in alluminio e all'utilizzo di una nuova piattaforma in alluminio e acciaio.

Il motore è un'evoluzione dell'attuale V8 4.7 di produzione Ferrari (vedi il video caricato sulla playlist nuova Maserati Quattroporte 2013 del nostro canale YouTube), la potenza massima dovrebbe passare da 440 CV a 530 CV.

Il design della Quattroporte – che vuole essere sufficientemente sportivo per una Maserati e sufficientemente elegante per i mercati orientali (Cina, prima di tutto) – è stato elaborato al Centro Stile di Torino, da un team guidato da Lorenzo Ramaciotti.

La produzione inizierà nel gennaio prossimo, nello stabilimento Maserati di Grugliasco (Torino).

In bocca al lupo, Maserati, anche da parte del nostro blog motori!