sabato 30 luglio 2011

Mercato Italia: chi è pro e chi è contro gli incentivi governativi sulle vetture elettriche

Con un certo ritardo rispetto a molti altri Paesi europei e rispetto agli USA, anche in Italia si sta lavorando su una proposta per introdurre degli incentivi governativi per incentivare l'acquisto di automobili elettriche, altrimenti dette veicoli a zero emissioni (ZEV). Parallelamente questi incentivi auto dovranno permettere di rottamare i veicoli più inquinanti, ma i dettagli di queste condizioni non sono ancora stati pubblicati.

Il testo del progetto di legge (denominato Ghiglia-Lulli) prevede un piano di incentivazioni a scalare, partendo dalle immatricolazioni del prossimo anno, per chi acquista vetture a zero emissioni:
  • 5.000 euro per automobili immatricolate entro il 2012;
  • 3.000 euro per automobili immatricolate entro il 2012;
  • 2.000 euro per automobili immatricolate entro il 2014;
  • 1.000 euro per automobili immatricolate entro il 2015.

Il mondo dell'auto, alla disperata ricerca di qualunque segno positivo in un mercato automobilistico che sembra destinato ad una lenta agonia, ha già iniziato a gioire, sebbene ci voglia del tempo prima che la proposta si tramuti il legge (e comunque se ne parlerà dopo le ferie estive) e i dettagli siano ancora in corso di elaborazione, lasciando alcune domande aperte (ad esempio: le vetture ibride sono considerate dal progetto legge oppure no?).

Il principale ambasciatore di questa posizione (approvazione incondizionata) è l'UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri) il cui Direttore Generale Gianni Filipponi ha dichiarato “Il testo approvato dalle Commissioni riunite, attraverso norme che incentivano e favoriscono la commercializzazione di autoveicoli elettrici, pone ottime basi per la diffusione anche in Italia di mezzi a impatto ambientale zero, che permetteranno di migliorare la qualità dell’aria nelle nostre città e di raggiungere più velocemente gli obiettivi europei in materia di emissioni”.

Ma c'è anche chi ha accolto la notizia in altro modo e non è affatto contento di questo sviluppo. Si tratta di chi pensa che gli incentivi vadano distribuiti fra tutti i modelli di auto che permettono di ridurre significativamente le emissioni inquinanti (fra le quali figurano le vetture dotate di motori alimentati a metano o GPL) e di chi pensa che sia sbagliato fornire la copertura finanziaria dell'operazione attraverso una tassa di 1,5 centesimi di euro sulle bottiglie in plastica dell'acqua minerale, come previsto dal disegno di legge.

Parcheggio a San Francisco
Il primo gruppo di detrattori hanno come principale rappresentante l'ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica), capitanata dal CEO di Magneti Marelli Eugenio Razzelli, del gruppo Fiat (FGA), che ha dichiarato: "Riteniamo che il progetto di legge Ghiglia-Lulli - ha detto - non avrà né un impatto positivo sul mercato automobilistico italiano né sulla riduzione significativa delle emissioni inquinanti". Riassumendo: incentivi auto sì, ma per tutti (soprattutto per le automobili del gruppo Fiat). Il motivo di questa opposizione è semplice: Fiat è rimasta al palo per quanto riguarda lo sviluppo di motori e veicoli elettrici, visto che il CEO Sergio Marchionne ha sempre sostenuto che lo sviluppo e produzione di automobili elettriche “non sta in piedi da un punto di vista finanziario”, e l'introduzione degli incentivi troverebbe il costruttore impreparato. Ecco perché ad oggi non è previsto nessun prodotto elettrico nella gamma di Alfa Romeo, Lancia o Fiat, tranne la Fiat 500 elettrificata (che – secondo Marchionne – verrà commercializzata in perdita).

Il secondo gruppo è fondamentalmente contrario alla tassazione di molti (chi beve acqua minerale in Italia, uno dei maggiori consumatori al mondo), per favorire pochi (la minoranza di persone che si accosterebbe alla mobilità elettrica, visto che i prezzi delle ZEV rimarrebbero comunque elevati – nonostante gli incentivi statali – rispetto a quelli delle vetture tradizionali). I 34,6 milioni di euro di gettito previsto dall'imposta vanno ricercati altrove, e sono le aziende automobilistiche – in primo luogo – a dover finanziare la crescita delle vetture elettriche.

Citroën C-Zero
A prescindere dalle diverse opinioni e come andranno a finire le cose, è ora che l'Italia partecipi alla rivoluzione elettrica, che sta portando una ventata di cambiamento nel mondo automobilistico dappertutto, tranne che in Italia.

Ed è ora che Fiat pensi seriamente a che tipo di risposta vorrà dare alle varie novità della concorrenza, scegliendo il segmento di Nissan LEAF, Opel Ampera e Chevrolet Volt, le piccole MPV del progetto PSA-Mitsubishi (che ha portato allo sviluppo di Peugeot iOn, Citroën C-Zero e Mitsubishi i-Miev), delle sportive quali la Fisker Karma,  Exagon Furtive e-GT e la Tesla Roadster. La scelta non manca (fra i membri dell'UNRAE), l'offerta aumenta di giorno in giorno.

Voi cosa ne pensate?